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Attualmente è stata allestita una prima sala in cui sono esposti reperti di vertebrati terresti del Pleistocene, soprattutto siciliano; pesci marini, essenzialmente cenozoici per la maggior parte siciliani e subordinatamente veneti ed europei, un cetaceo, oltre a foglie e legni di vegetali della macchia mediterranea dell’area etnea e resti di foglie, frutti e legni di diversa provenienza.

Pannelli espositivi guidano il visitatore con approfondimenti su caratteristiche anatomiche e modo di vita degli organismi esposti oltre che con ricostruzioni dei paleoambienti da loro colonizzati.

 

I vertebrati fossili

 

 

 

 

 

Sono esposti numerosi resti di elefanti, principalmente appartenenti alle due specie nane, Elephas falconeri ed Elephas mnaidriensis, che popolarono la Sicilia e alcune isole mediterranee durante il Pleistocene. In particolare è degno di pregio uno scheletro completo di un esemplare adulto di Elephas falconeri la cui altezza è di circa un metro. Altri reperti documentano la conformazione delle ossa delle zampe, la crescita dei molari particolarmente grandi e specializzati di questi pachidermi, lo sviluppo dimensionale delle zanne in specie differenti. Sono presenti, inoltre, resti dell’ippopotamo nano Hippopotamus pentlandi, di Ursus spaeleus, di cervidi.

I fossili di organismi marini includono parti del cranio di un cetaceo primitivo del genere Squalodon, la cui dentatura è messa a confronto con denti di veri squali dei generi Charcarias e Megaselacus.

Fra i pesci numerosi sono i reperti di specie marine del Messiniano provenienti da località siciliane fra cui Masseria del Salto e Barrafranca, oltre a reperti del Cretaceo di Floresta e dell’Eocene della “pesciara” di Bolca in Veneto, uno fra i più famosi “fossil lagerstätten” italiani. Interessante anche la collezione di piccole lastre di calcare litografico dell’Eocene di Aix-en Provence formatesi in un paleoambiente lacustre prossimo alla costa, testimoniato da fossili di pesci sia continentali sia marini oltre che di insetti, piante e piume.

Le flore fossili

Un modulo espositivo è dedicato ai vegetali fossili trovati all’interno dei tufi delle contrade di Fasano e Leucatia, studiati alla metà del 1800 dall’abate Tornabene. Numerose sono le impressioni di foglie di diverse specie tipiche della macchia mediterranea con prevalenza di quelle a foglie più coriacee come l’alloro, il mirto, il terebinto, oltre ad impronte di cortecce e rari frammenti di legno carbonizzato.

In una seconda vetrina, resti di foglie, semi e cortecce di tronchi documentano essenze delle foreste del Carbonifero, a dominanti felci arboree. Sono, inoltre, esposti tronchi con differenti tipi di fossilizzazione, una radice di palma silicizzata, una pigna fossile.

     
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